Biancaneve, sold out e standing ovation

DSC_4555
DSC_4555

L’allestimento dell’armonia, l’ha definito il regista Sasà Neri. Tante suggestioni che si “parlano” in uno spettacolo che dura quasi due ore senza un secondo di pausa e si segue d’un fiato. Questo debutto, il primo della nuova Stagione della Luna, si chiude con un sold out nella prima matinèe per le scuole, un sold out sfiorato nella pomeridiana e in serale un sold out con decine e decine di spettatori rimasti fuori per mancanza di posti.

Ecco dunque “Biancaneve e la terribile strega” della Compagnia dei Balocchi, una favola che trascolora dalle atmosfere romantiche a quelle gotiche, dal magico al comico seguendo una traiettoria blues e rock e pop che trova il suo culmine nel “risvolto della medaglia”, il piccolo monologo del corvo Volette che, sola, considera “buonissima” la strega Grimilde, fin lì l’incarnazione del male.

Una prova da maestro per Giulio Decembrini, vent’anni compiuti pochi giorni dopo il debutto, leader della band dei Balocchi e per la sua prima volta in assoluto alla direzione musicale, ma anche per Chiara Caravella, straordinaria in scena come Biancaneve, sia nel canto sia nella recitazione, e dedita backstage al vocal coaching dei compagni di avventura, e per Nancy Catalano, finalmente alle prese con un personaggio degno delle sue corde, la terribile strega, che innerva di graffi e di crudelissima sensualità, grazie anche alle sollecitazione della maestra Giada Masoni, toscana “prestata” al sicilianissimo ensemble dei Balocchi.

Ma non è tutto, naturalmente. Con i Balocchi c’è sempre di più. Ecco dunque Emanuel Raffa nei panni del Principe e Giuseppe Scopelliti in quelli del Re, debuttanti assoluti sulle tavole del palcoscenico, che non sfigurano e, di replica in replica, nell’arco di poche ore, letteralmente “crescono” sotto gli occhi del pubblico. Ed ecco i nani: Francesco Gerbino alla guida, Giuseppe Caudo, Davide Caputo, Giorgio Galipò, Damiano Gatto, Riccardo Ingegneri (anche alla chitarra e al basso) e Andrea Trovato (anche alla batteria), insieme con la tartaruga vagamente ninja di Luciano Accordi (anche direttore di scena) realizzano una serie di anticlimax “a orologeria” che fanno sbellicare la platea. Per non dire, ancora una volta, di Giulio Decembrini, un ottavo nano nomato “Calmalo” i cui interventi imprevedibili trasformano in metateatro il gioco del musical.

Di magia in magia, fanno forte lo spettacolo una scenografia che è una serie di teli pitturati ad arte e trasparenti quando serve e una meraviglia di costumi body painting e di make up, tutti firmati da Cristina Dainotti, nonché i costumi “veri” dei protagonisti, rispettosi quanto basta dell’immaginario collettivo, ma sempre anomali il giusto, di Titti Galasso e Mimma Matina. Luci e fonica duettano con i personaggi, protagoniste anche loro, e sono del service di Danilo Auditore con Simone Lo Presti, il dj Biscotto degli esordi dei Balocchi e oggi ingegnere del suono. E  gli oggetti, un po’ trucco un po’ scene, sono di Giulia Alesci. Le due coreografie – quella delle streghe e quelle dei nani – sono firmate da Claudia Bertuccelli.

Cantano tutti, recitano tutti, tutti hanno intensi movimenti scenici: la vocazione corale della Compagnia si conferma e si rafforza, dando al contempo spazio alle voci soliste, che annoverano, tra i protagonisti, quella del cacciatore Simone Siclari, impegnato in un personaggio drammatico (e anche alla chitarra), di Gaia Scorza e Marea Mammano, che reggono, nei panni dell’eco del pozzo, il confronto con la liricità di Chiara Caravella, le streghe Alessandra Borgosano, Cristina Dainotti ed Alice Ingegneri, che si confermano, seppure molto giovani, vere “colonne” dello spettacolo, seducenti e ironiche e davvero malvagie, Chiara Frisone che ha scritto e interpretato il monologo del corvo Volette cui si affida il capovolgimento di senso della storia, il gufo Marina Cacciola e la colomba Giulia Ardizzone,  incantevoli controcanto del sound nero del Castello, e soprattutto lo specchio interpretato da Giandomenico Arnao che strappa applausi ad ogni entrata. Indispensabili, mille camei scandiscono il ritmo e portano in scena la mela Mariangela Bruno, le ninfe Claudia Aragona, Laura Motta, Maria Serena Salvatore, Mireja Trovato, i corvi Rodolfo Barraci, Arianna Cama, Laura Fiorello, gli scoiattoli Santi Lembo, Alessia Bombaci, Gianfranco Rodi, Irene Sangari, gli uccellini Carola Colajanni, Silvia La Face, Valentina Perrone (anche autrice dei bozzetti), gli avvoltoi Giorgia Costanzo, Giuseppe Lo Presti, Erika Siclari, i cervi Alessia D’Angelo, Maddalena Mannino, l’alberello Emilia Cacciola. Tra loro anche insospettabili giovanissimi, tredicenni e quattordicenni, che tengono bene la tensione del live e conquistano calorosi consensi.

Al fianco di Sasà Neri, che ha scritto un copione inedito parola per parola, ispirandosi tanto ai Grimm quanto a Disney quanto alla propria visione della storia, ed è deus ex machina di una macchina che corre fino al successo, con la puntuale standing ovation ad ogni replica, c’è Margherita Frisone, per una volta dietro le quinte, e qui straordinaria altrettanto di quando è sul palco, vera beniamina del pubblico dei Balocchi. Ma ci sono anche Domenico Ciranni, al quale è affidata la videoripresa integrale, e Giancarlo Ferlito, fotografo artista che regala scatti d’autore (compresi quelli di questa pagina).

 

In scena

Compagnia dei Balocchi > In scena > Nuova Stagione, nuovi musical